Uncategorized

Quando la mamma perde i capelli

Quando la mamma perde i capelli cosa succede? Come si racconta al proprio bambino che sei ammalata?

Buongiorno mamme e papà, come avrete capito oggi non vi parlerò di luoghi da visitare o di musei meravigliosi, ma di un’esperienza piuttosto dura che sto vivendo. Se vi va leggete, altrimenti capirò.

Scoprire di essere ammalata, scoprirlo per caso, mentre fai la tua vita normale, di tutti i giorni, è quacosa di straniante.

Io sono qui, al computer, sto benissimo. A parte la crescita grigia e qualche chiletto in più, lo spechio mi rimanda un’immagine assolutamente sana, la stessa di due mesi fa.

Eppure non sono più la stessa, da quando ho saputo che quella “pallina” che mi sono sentita mentre mi lavavo non è una cisti qualunque, ma è lui, il male per eccellenza, un tumore.

Non ho mai avuto esperienze dirette, fino ad ora, e quindi pensavo che, una volta diagnosticato, in quattro e quattr’otto mi avrebbero operata, curata, guarita! E invece ho scoperto che prima di iniziare qualunque percorso di cura devi fare tantissimi esami: risonanza magnetica, cesm, tac, ecocoardio…..

E mentre li fai continui la tua vita normale, vai al lavoro, porti il figlio a scuola, calcio, piscina, cucini, pulisci casa, fai le lavatrici, vedi le amiche. Solo che in mezzo a tutta questa vita normale c’è lei, la tua pallina, che sta lì, silenziosa, bastarda come solo un tumore sa essere e cresce, nel tuo corpo e nella tua mente, dove diventa molto più grande dei due centimetri che ti hanno detto.

E su tutti campeggiano due pensieri.

Come si dice al proprio bambino che sei ammalata?  Come si vince la naturale, viscerale resistenza a farlo sofrire, dicendogi una cosa tanto brutta?

Da quando ho saputo che sono ammalata il mio pensiero più grande, più forte è stato questo. Non mi capita quasi mai di pensare che non ce la farò, questa opzione non è neanche da considerare! Penso al miglior modo possibile per affrontare questa esperienza, penso a come poterlo dire ad Emiliano, a come potrebbe cambiare la sua vita, avendo una mamma ammalata.

L’unico modo che conosco per vincere la paura è la conoscenza: sapere mi tranquilizza, mi fa trovare una strada per affrontare anche l’indicibile.

E allora ho deciso di incontrare una psicologa, per chiedere consiglio,  per capire se il modo per parlare con Emiliano a cui avevo pensato fosse quello corretto.

Ho anche cercato dei libri che potessero aiutarci, capaci di tradurre in una storia per bambini il male più temuto.

Ed ho scoperto che, in un mondo dove l’informazione è ridondante, sono pochissimi i libri che parlano ai bambini di una mamma, o un papà,  ammalati, come se fosse un fatto troppo difficile,  troppo privato, per trovare le parole per tradurlo in una storia.

Ho deciso di dire ad Emiliano della mia pallina e di dirgli un po’ alla volta quello che accadrà. Ho deciso che, finché non me lo chiederà, la parola tumore non verrà mai pronunciata.

Sento che rispettare i suoi tempi, le sue domande, le sue paure, la sua rabbia sarà l’unica strada da percorrere.

E se, mentre piangerò,  riuscirò a sorridere, lui capirà che quando la mamma perde i capelli è piuttosto dura, ma i capelli torneranno e la pallina cattiva andrà via, per sempre.

 

 

3 commenti

  • Patrizia Rivi

    Rita ciao, quanto mi rattrista quel che leggo.Ti aspetta un periodo di sofferenza fisica e psicologica forte,ma passerà, piangerai, riderai ma passerà.Te lo dico perché l ho affrontato 25 anni fa,alla tiroide e maligno.Ho fatto le cure a Bologna in isolamento lontano da tutti , sola perché allora era così. È un incubo ma passa ,non ci si crede ma è così.Pensa che addirittura a volte quella cosa che inizia per c la ringrazio,senza averla incontrata non sarei la donna determinata forte e attenta alle piccole cose che sono ora.Ti abbraccio fortissimo e goditi al massimo ciò che riesci perché carica di brutto.tvb🍀❤️🍀

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *